Piazza della Balena a Rimini: la fontana di Elio Morri che racconta una leggenda

Se passeggi per il borgo di San Giuliano a Mare, a Rimini, prima o poi ti imbatti in una piccola piazza affacciata sul mare con una fontana a forma di balena. È piazza della Balena, alla Barafonda. Sembra solo una piazzetta come tante — e invece custodisce una delle storie più amate dai riminesi: quella del capodoglio del 1943, un’opera d’arte e una leggenda intrecciate insieme.

Foto storica del capodoglio spiaggiato sulla Barafonda - origine della Piazza della Balena di Rimini
La folla riminese davanti al capodoglio del ’43, l’evento che ispirò la nascita di piazza della Balena. Foto d’archivio storico.

Una piazza nata da una storia di mare

La piazza della Balena nacque per ricordare uno degli eventi più sorprendenti della storia recente di Rimini. Il 4 aprile 1943 un capodoglio di oltre dodici metri si arenò sulla spiaggia della Barafonda. Per giorni l’intero borgo accorse a vedere il “gigante buono”, e la storia entrò a far parte della memoria collettiva della città. Decenni dopo, il Comune di Rimini decise di rendere omaggio a quell’episodio dedicando una piazza al cetaceo.

La fontana di Elio Morri, scolpita nel 1969

Il cuore della piazza è la fontana-scultura a forma di balena, opera dello scultore riminese Elio Morri (1913-1992), una delle figure più importanti dell’arte romagnola del Novecento. La fontana fu commissionata dal Comune di Rimini e inaugurata il 29 giugno 1969: da quel giorno è diventata uno dei luoghi simbolo del borgo, amata dai bambini che ci giocano attorno e dai turisti che la fotografano stupiti.

Elio Morri seppe trasformare un evento storico in un’opera d’arte affettuosa: la sua balena non è spaventosa, non è un mostro marino. È un’immagine quasi giocosa, quasi un omaggio dolce a quella creatura che, per qualche giorno della primavera 1943, regalò alla città una storia da raccontare per sempre.

Le dicerie e i racconti del borgo

Attorno alla fontana della Balena sono fiorite negli anni dicerie e piccoli rituali popolari. C’è chi dice che, se passi davanti alla fontana e fai un desiderio toccando la coda della balena, il desiderio si avvera. C’è chi racconta che, nelle notti di luna piena, i più anziani del borgo siano andati a sedersi sulla panchina davanti alla fontana per parlare con la balena, raccontandole le novità dell’anno.

I genitori di San Giuliano portano qui i loro bambini fin da piccoli, e tutti si fanno una foto a cavallo della balena. È una di quelle tradizioni “di quartiere” che si tramandano senza che nessuno le abbia mai ufficialmente decretate: nascono dal cuore della gente.

Il murale, la balena di ferro e il Lungofiume dei Poeti

La storia del capodoglio non vive solo nella fontana di Elio Morri. A San Giuliano a Mare è possibile ammirare anche un grande murale dedicato al capodoglio, opera dell’artista Pavolucci, e nel 2020 è stata inaugurata in piazza una nuova installazione: una balena di ferro che il Resto del Carlino definì “uno dei nuovi simboli del borgo”. Anche al Lungofiume dei Poeti, nel cuore di Rimini, lo spiaggiamento del capodoglio del ’43 è uno dei soggetti raccontati dal Museo Diffuso cittadino.

Una passeggiata da fare almeno una volta

Se vieni a Rimini, dedica una mattina al borgo di San Giuliano a Mare. Parti dal porto canale, attraversa il borgo coloratissimo dei pescatori, raggiungi la Barafonda e fermati in piazza della Balena: siediti sulla panchina davanti alla fontana di Elio Morri, ascolta il rumore del mare poco distante e prova a immaginare quella mattina del 4 aprile 1943, quando un gigante del mare scelse questa spiaggia per fare la sua comparsa.

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